Se vi diciamo manchette cosa vi viene in mente?

Se siete “addetti ai lavori” di tipografia, saprete sicuramente a cosa ci stiamo riferendo. Se non lo siete e vi sentite in preda all’irrefrenabile voglia di affidarvi a Google per sciogliere l’enigma (non mentite, lo sappiamo che sareste pronti ad abbandonare la lettura per documentarvi sul web)…

FERMATEVI!

Continuando a leggere, infatti, scoprirete che stiamo parlando delle fascette editoriali che vengono applicate sui libri per richiamare attenzione sugli stessi o per comunicare al potenziale lettore qualcosa di importante relativamente al un volume sul quale sono apposte.

Questa moderna invenzione (così definita poiché assente sui libri antichi) avvolge trasversalmente il volume e viene realizzata in carta, generalmente con colori sgargianti, per assolvere alla funzione di “attirare lo sguardo” del lettore. Le informazioni riportate sulla stessa possono essere molteplici: estratti di recensioni entusiastiche del volume, premi letterari a cui il libro è candidato, informazioni circa ingenti vendite mondiali/nazionali, regali abbinati all’acquisto, film o fiction tratte dalla storia e così via. Può capitare che siano gli autori stessi a comunicare alla casa editrice cosa vogliano che una manchette dica della loro opera.

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Fascetta stampata da noi per Minimum Fax

Inizialmente introdotta da De Graaf per far comprendere ai lettori che i tascabili non erano edizioni ridotte dei volumi (ovvero che i contenuti restavano invariati a differenza delle misure del libro), oggi la fascetta editoriale è molto diffusa nel nostro Paese, tanto da meritare l’apertura di un blog ad essa completamente dedicato (Fascetta Nera di Alberto Forni) e altrettanto da far pensare ad alcuni che la cara vecchia aletta (di cui parliamo qui) sia in fase di declino.

C’è chi dice che il senso della fascetta è ormai estinto, data l’epidemia scoppiata da alcuni anni a questa parte, altri affermano che “fascetta = 30% di vendite in più”, altri ancora hanno deciso di catalogarle in base al contenuto, per rendere più consapevole il lettore che si aggira in libreria: ci sono le fascette “strillone” che usano aggettivi superlativi, quelle numeriche, le “emotive” e le “nobili” (1° posto indiscusso a quella che annuncia la candidatura al Premio Strega).

Che propendiate per una opinione o per l’altra, vi lasciamo con una carrellata di scatti di manchette degne di nota.

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