Isola del Liri è un comune in provincia di Frosinone (Lazio), immerso nel territorio della Ciociaria, a pochi km da Sora e con alle spalle i monti.

Il suo abitato e il centro storico si sviluppano su un rilievo, a circa 200 metri sul livello del mare, formato dal fiume Liri che dividendosi in due bracci forma due cascate che modellano il paesaggio: la Cascata Grande (27 metri, seconda in Italia dopo quella delle Marmore) e la Cascata del Valcatoio o Cascatelle.

La città deve il suo nome e la sua fortuna proprio alla presenza del fiume Liri: la ricchezza d’acqua e il clima mite fecero di questa terra un luogo ideale, a partire dagli anni ‘20 del XIX secolo, per l’impianto di attività industriali legate proprio all’acqua.

quadro di isola del liri

Blick auf die Liris Fälle bei Isola di Sora, Öl auf Leinwand, XIX secolo.

La storia cartaria di Isola di Liri ha inizio alcuni secoli prima, quando tra il XIV e il XV secolo alcuni cartai marchigiani emigrarono qui dove trovarono un territorio favorevole alla realizzazione della prima cartiera. Fu Ottavio Petrucci da Fossombrone a impiantare la prima fabbrica che fu operativa dal 1583 alla fine del Settecento, quando i Boncompagni cedettero il feudo alla camera regia napoletana.

Nel corso dell’Ottocento, sotto il Regno di Napoli di Gioacchino Murat, Isola del Liri fu annessa alla provincia di Terra di Lavoro e fu coinvolta nel riassetto politico-amministrativo del regno.

Fu in questo momento che l’attività industriale legata alla produzione di carta, in quel momento in declino, trovò un nuovo slancio grazie anche al pioniere francese Carlo Antonio Berange che ottenne in concessione dal Governo Napoletano il convento dei Carmelitani di S. Maria delle Forme in Isola del Liri Superiore dove realizzò la cartiera del Fibreno (affluente sinistro del Liri) in società con Pietro Coste di Lione, Augusto Viollier e Carlo Lefebvre di Pontarlier.

Fu proprio quest’ultimo che, raccolta l’eredità dei suoi soci alla loro scomparsa, fece fiorire l’industria cartaria passando da un tipo di lavorazione “a mano” a una meccanica, con l’introduzione delle macchine continue sulla spinta della rivoluzione industriale anglosassone.

macchina continua per la stampa

Grande macchina continua, fonte: http://www.prolocoisolaliri.it

La “macchina continua”, inventata nel 1798 dal francese N.L. Robert e perfezionata dall’inglese B. Donkin, era un impianto meccanico complesso a ciclo senza fine che, una volta ottenuto l’impasto iniziale, era in grado di compiere tutte le fasi. La carta del Fibreno, ottenuta con tecniche fino a quel momento sconosciute in Italia, riscosse un grande successo scavalcando per qualità e prezzo finale i prodotti delle antiche cartiere a mano, come quelle della Costiera Amalfitana.

Ernesto Lefebvre succedette a Carlo nel 1858 e raccolse l’eredità del padre facendo crescere e sviluppando l’attività industriale di produzione della carta.

Tante altre cartiere sorsero sull’Isola di Liri e attività legate all’acqua come quelle del settore tessile (lanifici, feltrifici etc.) tanto da rendere questa località nota in tutto il mondo come la Manchester d’Italia, una città-fabbrica.

In seguito al secondo conflitto mondiale, dopo una battuta d’arresto, le cartiere di Isola dei Liri hanno ritrovato la loro ripresa e, grazie alle grandi innovazioni tecnologiche, hanno raggiunto nuovi successi e popolarità nel mercato internazionale.

cascata di isola del liri

Isola del Liri, crdits cc creative commons: https://www.flickr.com/photos/italiantravelphotos

È proprio in questa tradizione centenaria che si inserisce l’attività di Print On Web: una qualità e un’esperienza nell’industria cartaria che hanno fatto la storia e continuano a farla.